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Numeri Uno
La Voce, 22 marzo 1994
Testata La Voce
Origine Milano
Data di pubblicazione 22 marzo 1994
Origine Milano
Data di pubblicazione 22 marzo 1994
L'Italia si è spaccata
Tutti contro tutti
Tutti contro tutti
Dopo la fondazione de Il Giornale, questo conquistò un pubblico fedele negli anni ma, le crisi di bilancio non tardarono a farsi sentire e nel 1977 Montanelli accettò l'offerta di finanziamento di Silvio Berlusconi, allora giovane imprenditore milanese, che ne divenne così l'editore. Il loro sodalizio durò fino al 1993, quando l'entrata in politica di Berlusconi generò i primi dissidi fra i due, con la conseguenza di dover abbandonare e poi di disconoscere il giornale da lui fondato, il quale, sotto la direzione di Vittorio Feltri, cambiò radicalmente la sua linea editoriale. Non ritenendo di poter accettare la direzione del Corriere della Sera offertagli da Paolo Mieli e Gianni Agnelli, decise di fondare una nuova testata insieme agli altri quaranta giornalisti dimissionari, La Voce, nome che scelse in omaggio a Giuseppe Prezzolini. La nuova impresa tuttavia non ebbe vita lunga, non riuscendo ad ottenere nel tempo un sufficiente volume di vendite, nonostante un esordio di 400.000 copie. Come egli stesso ebbe modo di dire, La Voce si proponeva un fenomeno troppo ambizioso: nella sua idea iniziale la nuova testata doveva essere un settimanale, o un mensile, sul modello de Il Mondo di Mario Pannunzio (di conseguenza la progettazione della "terza pagina", la sezione culturale, risultò particolarmente curata), ma il numero di giornalisti alle sue dipendenze lo spinsero verso un quotidiano. Tra questi un giovane Beppe Severgnini, Marco Travaglio e Peter Gomez, ora giornalisti e scrittori di fama internazionale. La Voce aveva sede a Milano in Via Dante 12 e chiuse i battenti, a causa dei costi alti e delle poche vendite, solo un anno dopo con la sua ultima copia venduta il 12 aprile 1995. Dopo la chiusura della Voce, tornò così a lavorare per il Corriere della Sera, per curare la pagina di colloquio coi lettori, la "Stanza di Montanelli", posta in chiusura del giornale.
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