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Italiani Illustri
2 Giugno 1882: Giuseppe Garibaldi
La morte di Giuseppe Garibaldi
È morto Garibaldi! È morto il padre del popolo, il padre nostro! Che schianto di cuore all'improvviso, funestassimo annunzio! Scriviamo e piangiamo. E in questo punto abbiamo qui davanti alcuni dei più fidi compagni di battaglia di Garibaldi, sulle cui guancie abbronzite scendono le lagrime cocenti e che si stringono il petto per frenare il singhiozzo... E' morto il nostro padre! È spenta per sempre quella parola inspirata, più potente delle trombe di Gerico, che faceva crollare le ingiustizie e le perfidie della servitù! È spento il fulgore di quegli occhi d'aquila che accendeva fiamme d'entusiasmo nel petto di tutti, che spingeva alla lotta, al sacrificio, alle gloriose imprese! Quando Garibaldi diceva: "Se volete seguirmi, io vi prometto stenti, fame, sete, persecuzioni d'ogni sorta," giovani e vecchi sorgevano con impeto da tutte le parti e gridavano al magnanimo: " E sia pure la morte, ma con voi è l'onore e la libertà!". E quella parola non l'udremo dunque più? Nuove lotte ci si preparano. Dopo aver unita l'Italia in nazione, Garibaldi ci aveva detto: "Ed ora conquistatevi la libertà!". Chi mai ha dimenticato le parole che ci dirigeva con quell'incitamento? "Se volete essere liberi, dovete meritare di esserlo coll'onestà". Da lui eccitato, guidato, il popolo aveva impresa la rivendicazione del suo diritto; ed oggi, che aveva nelle mani quel voto elettorale che deve aprire la porta alle più essenziali riforme, - oggi in cui il consiglio di Garibaldi ci era il più prezioso aiuto perché ci avrebbe condotti, come sempre alla vittoria, - oggi il nostro capitano non è più. Quando egli si mostrava, tacevano tutte le discordie; non v'erano più né partiti, né gradazioni di partito: v'era solamente la causa della patria da far trionfare, quella dei deboli da suscitare, degli oppressi da redimere. Garibaldi morì, come Mosè sul limitare della terra sospirata: morì quando vedeva già vicina l'ora della vittoria che ci aveva profetata. Egli non s'era mai racchiuso negli stretti sistemi; e per questo appunto non v'era ideale per quanto vasto e lontano, che egli non avesse abbracciato ed aiutato. "Braccio di guerriero e cuore di profeta, diceva Vittor Hugo, Garibaldi è l'eroe dell'ideale". Ai futuri la grandezza di Garibaldi sembrerà sì meravigliosa che la chiameranno leggenda. Noi che abbiamo assistito ai miracoli compiuti, attesteremo la verità della storia. Una storia, che ahi! è finita. L'ultima parola della vita è stata detta. Pallido fantasma, morto per metà del corpo, noi lo vedemmo passare per le città italiane, colla fronte serena, col dolce sorriso:in lui non vivevano più ormai che il cervello e il cuore. Ma che lampi di luce e d'amore uscivano da quel cuore e da quella mente! Toccò la terra di Sicilia per l'ultima volta, quella terra che aveva redento coi suoi Mille gloriosi. Era affranto dal dolore fisico;ma si diceva: "Al contatto di questa terra ricca di tante memorie confortatrici, alla brezza del suo mare, si ristoreranno le forze del vegliardo!". Fu un'illusione. Tornato a Caprera le forze man mano diminuirono: finchè l'altro dì sorse per la prima volta il dubbio tremendo, spaventoso: Garibaldi muore! Si telegrafò, si accorse da tutte le parti; ma invano: la lampada dava gli ultimi guizzi. E ieri sera, 2 giugno, - nella bianca casetta posta sopra uno scoglio flagellato dalle onde del mare italico - il Grande che mai non aveva posato, chiudeva gli occhi ad eterno riposo. La visione dell'ora estrema sarà stata la sua patria unita in fratellevole amplesso con tutte le nazioni libere. Egli, cittadino dei due Mondi, che sparse il suo sangue per la libertà degli oppressi senza distinzione di stirpi o di famiglie, - egli voleva la sua diletta Italia nella comunione generale dei popoli. E per questo al ferale annunzio risponderanno al nostro pianto i popoli dell'America e dell'Europa. Come alla morte di Cristo, si narra che una voce gridasse attraverso i mari: "Il gran Pane è morto!" e si annunciasse in tal modo la fine del mondo pagano, - così alla voce che volerà dall'uno all'altro emisfero: Garibaldi è morto! risponderanno i popoli coi loro lamenti, che annuncieranno chiusa con Garibaldi la leggenda eroica del secolo.
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